Il Limone “Costa d’Amalfi” IGP

Quella del limone di Amalfi è una storia antica che ha inizio nell’XI secolo, quando gli Arabi introdussero la coltivazione di questo pregiato agrume nel territorio della Costiera Amalfitana. Da quel momento in poi la gente del luogo cominciò ad industriarsi per ricavare dai crinali scoscesi delle colline piccoli lembi di terra da dedicare all’agricoltura: nacquero, così, i famosi terrazzamenti, anche detti “giardini” per la loro cura e bellezza, utilissimi per la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico. Valido rimedio contro lo scorbuto (malattia legata proprio ad una carenza di vitamina C), il limone era sempre presente sulle navi mercantili amalfitane, che intrattenevano rapporti commerciali in tutto il bacino del Mediterraneo.

Per le sue indiscusse proprietà terapeutiche, altissima fu la richiesta di limoni, soprattutto da parte dei Paesi del Nord-Europa; a tal proposito, lo storico Matteo Camera scrive che nel 1600 i limoni “da Minori venivano trasportati via mare verso altri mercati italiani, assieme a limoncelli e cetrangoli”, termine, quest’ultimo, col quale venivano indicate le arance amare.

Lo sfusato amalfitano (così detto per la caratteristica forma affusolata) è un prodotto dalle caratteristiche molto pregiate e rinomate: la buccia è di medio spessore, di colore giallo chiaro, con un aroma ed un profumo intensi grazie alla ricchezza di oli essenziali e terpeni (carattere ritenuto di pregio per la produzione del liquore di limoni). La polpa è succosa e moderatamente acida, con scarsa presenza di semi. E’ inoltre un limone di dimensioni medio-grosse (almeno 100 grammi per frutto), nonché una tra le varietà più ricche di acido ascorbico (vitamina C).
Largamente utilizzato in cucina sia al naturale che come condimento, lo sfusato amalfitano è l’ingrediente principe dei piatti della Costiera Amalfitana, sia a base di pesce che di carne, nonché nella preparazione di dolci, creme, infusi e liquori.

L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Limone Costa d’Amalfi” è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 1356 del 4.07.2001 (pubblicato sulla GUCE n. L 182 del 5 luglio 2001). L’iscrizione al registro nazionale delle denominazioni e delle indicazioni geografiche protette è avvenuta con provvedimento ministeriale del 18.07.01, pubblicato sulla GURI n. 178 del 2.08.01, unitamente al disciplinare di produzione e alla scheda riepilogativa (già pubblicata sulla GUCE n. C 282 del 5.10.2000).